L'esaltazione della sconfitta - di Giorgio Galli


Il risultato elettorale sta avendo a sinistra effetti devastanti, ben al di là dei dati numerici. Dai media esce l'immagine del trionfo del blocco populista-plebiscitario di Berlusconi e dello sfascio a sinistra. Ma i dati elettorali presentano una maggioranza di governo che non è tale nel paese (46,8 per cento dei voti validi) e di un variegato centrosinistra (da Di Pietro a socialisti e comunisti) che ne ha il 42,9.

DOSSIER – Parco dell’Adige - I NO di Tosi, i SI dei Verdi


Il sindaco Tosi manifesta (anche) una certa propensione ai NO; solitamente inclinazione più aggredita ai Verdi, piuttosto che al primo cittadino di Verona.

Tutta la vicenda del Parco dell’Adige ne è un esempio eclatante.
I Verdi in questi anni, .....(clicca_qui_per_continuare_a_leggere)

Verona, 2 luglio ’08 Claudio Magagna – Federazione Verdi Verona

Lettera inviata al Comandante della Polizia locale di Verona dott. Luigi Altamura



oggetto: equità legale e codice della strada.
Egr. Comandante,
in riferimento all’impegno del Corpo di Polizia Locale da Lei presieduto per la necessaria osservanza della legalità nella città di Verona, che va sostenuta e tenuta nel massimo rispettato di tutti, da parte della nostra organizzazioni politica preme sottolineare come questa azione debba riconoscersi nei presupposti della parità di trattamento verso tutti i cittadini e contemporaneamente verso tutte le tipologie di infrazioni commesse;

Soddisfazione per le nuove regole di volo al Catullo, grazie anche ai Verdi.


Il rilancio dell’aeroporto parte da un maggiore equilibrio tra le esigenze di sviluppo e quelle dei cittadini.
No al nuovo casello autostradale.

I Verdi sono soddisfatti. Il risultato raggiunto in questi giorni con la nuova disciplina del traffico aereo a Verona, che riduce l’impatto acustico dei voli, va incontro alle esigenze di non penalizzare più i cittadini, per promuovere lo sviluppo aeroportuale.
Claudio Magagna – Federazione Verdi di Verona

Gli ambientalisti giudicano Tosi "Bocciato: è uguale a Zanotto"


da il Verona 11 giugno 2008. Marco Sedda.
Ci si aspettava un processo alla giunta Tosi ma anche l'amministrazione Zanotto è uscita con le ossa rotta dal severo giudizio degli ambientalisti veronesi.
Il titolo della conferenza era chiaro: “Un anno con Tosi....(CONTINUAZIONE)

Il traforo delle Torricelle: inutile e devastante.


È della società Autostrade Serenissima il devastante e costosissimo progetto del Traforo
delle Torricelle.....(CONTINUAZIONE)

A Verona arriva "Biùtiful cauntri"racconta la tragica vita quotidiana nel Napoletano tra discariche fuori norma e un oceano di rifiuti tossici


Il 5 giugno 2008 al cinema Kappadue di Verona alle ore 16,00 – 17,30 – 19,00 – 20,30 – 22,15
LEGAMBIENTE DICE AI VERONESI:

“ANDATE A VEDERLO”
Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale." Benvenuti, allora, nella Regione dell'emergenza rifiuti urbani, così come del business sempre più prospero di rifiuti nocivi; delle ecoballe intrattabili (troppo piene di sostanze tossiche per poter essere incenerite) accumulate in 35 milioni di metri quadrati di spazio; dei campi rom costruti sulle discariche illecite della camorra; dei cittadini che sanno di essere probabilmente condannati a morte prematura; di quelli che si rassegnano, e di quelli che combattono con un'energia e una competenza inesauribili. Benvenuti, insomma, nel triangolo della morte - Villaricca/Giugliano/Acerra, nell'hinterland partenopeo - raccontato in un documentario già cult: Biùtiful cauntri. Pronuncia all'inglese, e ortografia italiana, per nominare il Belpaese. Il nostro. Dove tutto questo accade.Scritto e diretto dalla montatrice Esmeralda Calabria, dal regista Andrea D'Ambrosio e dall'esperto di Legambiente Peppe Ruggiero, presentato con successo al Festival di Torino targato Nanni Moretti (ottenendo una menzione speciale), definito da Roberto Saviano uno strumento utilissimo per comprendere il disastro campano, il docufilm approda adesso al cinema Kappadue di Verona. Un film potente, intenso e sconvolgente. Da vedere, in primo luogo, per essere informati su una situazione così grave. Negli 83 minuti di pellicola, infatti, anche uno spettatore non particolarmente addentro alla vicenda può capire vastità e cause dell'emergenza. Il fallimento totale del ciclo dei rifiuti, con la società vincitrice d'appalto nella Regione (l'Impregilo della famiglia Romiti) che non ha saputo creare impianti a norma, e si è limitata a confezionare ecoballe. Ora accumulate a Giugliano, a poca distanza dai piccoli coltivatori di fragole e alberi da frutta.E poi c'è il fiorire del business della camorra, con le oltre 1.200 discariche abusive (e sono solo quelle censite), tutte stracolme di rifiuti tossico-nocivi. Ci sono ad Acerra (dove a complicare la situazione ci sono anche i danni provocati da un ex stabilimento Montefibre), a un passo dagli allevatori di bestiame; a Villaricca, accanto alla discarica legale (poi chiusa perché non a norma); a Lago Patria, dove pascolano le bufale della celebre mozzarella. Il film fa ascoltare anche alcune intercettazioni telefoniche, in cui si sentono intermediari delle imprese del centronord che si mettono daccordo con gli imprenditori della camorra, per i trasporti e lo scarico di camion con rifiuti tossici: trasformando questa e altre aree campane nella cloaca d'Italia.Ma non c'è solo l'aspetto di informazione, a rendere unico Biùtiful Cauntri. A colpire lo spettatore sono, ancora di più, i volti e le voci delle vittime di questa catastrofe ambientale: gli allevatori, che piangono guardando le loro pecore abbattute; i bambini di un grande campo rom, che vivono letteralmente tra i rifiuti (come i loro coetanei africani che si vedono in un altro documentario attualmente nelle sale, Forse Dio è malato); e cittadini-eroi come l'educatore ambientale Raffaele Del Giudice. Un uomo che non si arrende, che denuncia continuamente discariche illegali e impianti legali non a norma.La proiezione delle 20,30 sarà preceduta da una breve introduzione da parte del Presidente di Legambiente Verona Lorenzo Albi.
Verona, 3 giugno 2008 LEGAMBIENTE VERONA

Di Pietro e i Verdi: è la prova dei rischi per la popolazione


L'incidente nella centrale atomica slovena scatena subito lo scontro politico in Italia, anche grazie all'annuncio recente del Governo di voler costruire nuovi reattori. Il primo a intervenire è Antonio Di Pietro (Idv) secondo il quale «Queste sarebbero le centrali nucleari sicure che vogliono costruire anche in Italia? Quelle per cui la Ue lancia l'allarme atomico? Sono soldi sprecati per una tecnologia pericolosa e obsoleta». Legambiente e i Verdi (con Bonelli e Pecoraro
Scanio) ricordano che dal 2000 a oggi nel mondo ci sono stati 15 incidenti di diversa gravità a centrali nucleari, mentre Ermete Realacci (Pd) sollecita il governo italiano a chiedere chiarimenti
immediati a Lubiana. La risposta del governo arriva con il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, il quale dice che «alle ore 21,27 è pervenuta dalla rete di pronta notifica dell'Ue l'informazione finale secondo cui l'impianto di Kirsko è stato spento in sicurezza, è sotto controllo ed è stabile».

Legambiente:Ecomafia, 83 reati al giorno e un giro d'affari da 18 milioni


Ogni giorno 83 reati contro l'ambiente. Maglia nera alla Campania stabile al primo posto nella classifica dell' illegalità ambientale, seguita dalla Calabria : è in queste due regioni che si concentra il 30% degli illeciti registrati in Italia. In totale, nel 2007 gli eco-reati sono aumentati del 27,3% rispetto al 2006 il giro d'affari è di 18,4 miliardi di euro; in aumento gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti.
Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri.
È la fotografia scattata nel rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente presentato ieri a Roma. Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la "multifunzionalità" del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall' agricoltura al racket degli animali.

VERONA, BUONO PASTO NELLE SAGRE PER FAMIGLIE NUMEROSE. INIZIATIVA IN 2 CIRCOSCRIZIONE

Buoni pasto gratis per le famiglie con almeno quattro figli che partecipano alle sagre: dal secondo figlio si mangia gratis. L’iniziativa parte dalla seconda Circoscrizione (Borgo Trento, Valdonega, Avesa, Quinzano, Parona).Le famiglie numerose nel territorio della Seconda circoscrizione interessate dall’iniziativa sono 106: cinque quelle con otto figli, tre con sette, quattro con sei, 26 con cinque e 68 quelle con quattro. I nuovi criteri, fissati dalla circoscrizione dopo aver contatti alcuni comitati sagra delle parrocchie, prevedono inoltre l’impegno a non aumentare i prezzi negli stand enogastronomici, di creare spazi sicuri per bambini nei luoghi delle feste, di coinvolgere gruppi culturali-musicali dei quartieri; inoltre, l’impegno da parte dei comitati organizzatori di dirottare gli utili ottenuti dalle manifestazioni a favore di un progetto sociale.Le famiglie numerose, con almeno quattro figli riceveranno direttamente dalla circoscrizione buoni pasto, uno per ogni figlio oltre il secondo, per un numero complessivo di 275 pasti offerti.

«Caos rifiuti, costi alti e Tosi non ha soluzioni»«Si continua a discutere del futuro ma il presente è una polveriera, senza Ca’ del Bue e Pescantina»


Verona come Napoli? Se lo chiede il consigliere provinciale Vincenzo D’Arienzo (Pd), che spiega: «Sui rifiuti si continua a discutere del futuro, ma il presente è una polveriera. Con Ca’ del Bue spento e la discarica di Pescantina chiusa per sempre, Verona non è autosufficiente nello smaltimento delle "sgauie" che produce. Infatti, come a Napoli, solo una parte dei rifiuti rimane qui, nella discarica di Legnago, ma il combustibile da rifiuti e la frazione secca vengono conferiti in impianti in giro per l’Italia. Il tutto costa ai veronesi 130 euro a tonnellata, una delle cifre più alte d’Italia (Brescia ne paga 85). Nonostante le buone intenzioni, il termovalorizzatore prima di 4-5 anni non sarà in funzione. Ricordo le inutili polemiche del passato contro Zanotto e non mi pare che Tosi sia più scaltro. Propone le medesime soluzioni (forni a griglia e bando di gara) sulle quali accusava gli altri di lassismo. Nel rispetto delle precauzioni ambientali e non solo, credo sia necessario puntare su Ca’ del Bue rendendolo punto di riferimento di un’area più vasta della provincia di Verona. Ciò comporterà benefici economici sulla Tia (tariffa igiene ambientale)». Quanto all’immediato futuro, D’Arienzo si chiede: «Intanto, cosa faremo dei nostri rifiuti? Per quanto anni ancora li porteremo altrove? E quanto ci costerà? Sempre di più. Di fronte all’attuale emergenza, la Provincia di Verona è assente. Capisco che Verona sia disposta a fare sacrifici, ma se c’è una prospettiva certa ne vale anche la pena. Oggi non c’è un progetto né un’idea di come affrontare la crisi. Basta stare con le mani in mano. L’assessore all’Ecologia, Luca Coletto, convochi un tavolo istituzionale per individuare una nuova discarica e per stabilire le linee guida della gestione dei rifiuti a Verona. Oggi, anche chi non risiede a Verona paga per Ca’ del Bue. Quanto ancora potrà sopportarlo? Intanto occorre decidere sul futuro di Agsm e Amia. Si fonderanno o no?». D’Arienzo conclude: «Sono preoccupato. Nonostante il Piano dei rifiuti sia stato approvato di recente (Ca’ del Bue e Pescantina già non c’erano più), si sono avverate le nostre previsioni. Avevamo prefigurato l’emergenza ma non siamo stati ascoltati». R.C.

Il Luogo dell'ambientalismo

In tutto il mondo è al centro del dibattito, ma da noi destra e sinistra non ne parlano. Pesano la tradizione marxista e i ritardi di un conservatorismo poco europeo. In Italia ambientalismo no-partisani 'verdi' in cerca di un difficile futuro. La scomparsa del Sole che ride dal Parlamento obbliga tutti a una riflessioneDella Seta: "C'è anche la difesa dell'ambiente dietro i fenomeni Grillo e Lega"di VALERIO GUALERZI
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Look ecologico per il conservatore britannico David Cameron

ROMA - Durante la campagna elettorale per il Comune di Roma Gianni Alemanno ha promesso il raddoppio del Grande raccordo anulare, ma un'icona dell'ambientalismo come Carlo Petrini sostiene che il neosindaco della capitale "è un politico senza difetti". Massimo De Maio, il presidente di Fare Verde, associazione nata da uno costola del neofascista Fronte della Gioventù, mette in chiaro che "io ho quasi sempre votato Rifondazione e comunque, come spiegava Alex Langer, l'ambientalismo non è né di destra né di sinistra". Roberto Della Seta, membro dell'Esecutivo del Partito democratico e per molti anni ai vertici di Legambiente, spiega che "probabilmente dal punto di vista ecologista il programma più avanzato al mondo è quello dei conservatori britannici". "C'è grande confusione sotto il cielo, la situazione è ottima", avrebbe detto Mao Tze Tung, ma i "timonieri" dell'ambientalismo nostrano sono molto meno ottimisti. La scomparsa dei Verdi. Nessuno tra loro pensa che fossero i Verdi a rappresentare politicamente l'ecologismo italiano e le critiche alla gestione di Pecoraro Scanio si sprecano, ma per tutti la scomparsa dal Parlamento del Sole che ride dopo oltre venti anni è stata comunque un brutto colpo, quanto meno simbolico. "Questo terremoto - osserva Della Seta - è stato un aspetto poco trattato nelle analisi post elettorali, in effetti si è chiusa una pagina". Globalizzazione e identità. Se in molti dopo il 14 aprile ci hanno spiegato che la lotta di classe è ormai roba da libri di storia e i comunisti sono spariti da Camera e Senato perché il voto operaio è passato alla Lega, difficile trovare qualcuno pronto a sostenere che sia finita anche la questione ambientale. La riflessione di Della Seta prende la forma di un gioco di matrioske. "Il bisogno di sicurezza che ha spinto gli elettori verso destra è anche un bisogno di identità e chi minaccia l'identità è un certo tipo di globalizzazione e tra chi si oppone a questo tipo di globalizzazione c'è sicuramente l'ambientalismo".
Il Luogo dell'ambientalismo. Insomma, non sono solo l'emergenza climatica ed energetica a fare del "pensiero verde" la questione del futuro, ma anche la sfida sulla sicurezza passa per l'ecologismo. E se la sinistra in Italia non ha ancora capito l'importanza di giocare questa carta, "del saper dare risposte al bisogno di Luogo", per dirla ancora con le parole di Della Seta, la destra se l'è ritrovata tra le mani senza neppure rendersene conto. Il peso della tradizione. Il quadro che traccia il dirigente del Pd, coautore tra l'altro del Dizionario del pensiero ecologico da Pitagora ai No global, è desolante. "Veltroni in campagna elettorale ha cercato di introdurre qualche novità importante, ma è stato timido: pesa la tradizione marxista di matrice operaista, poco attenta all'ambiente, che ha influenzato anche una parte del movimento politico d'ispirazione cristiana. Allo stesso modo la destra italiana è in enorme ritardo rispetto al resto d'Europa, dove l'ambiente è diventato un tema centrale delle campagne di leader come Merkel, Sarkozy e Cameron: qui siamo fermi all'eccezione Alemanno e a qualche riflessione individuale di Tremonti". Riscossa dal Val di Noto? Fabio Granata nella duplice veste di dirigente siciliano di Legambiente neoeletto deputato nelle liste del Pdl dopo una lunga militanza in An, ammette il ritardo, ma è meno pessimista. "Se è vero che nel centrodestra c'è una mancanza storica di cultura ambientale, è anche vero - dice - che si sta recuperando in fretta, grazie soprattutto al ricambio generazionale: battaglie ambientaliste come quella contro le trivellazioni petrolifere in Val Di Noto viste inizialmente con scetticismo iniziano ad essere apprezzate per il loro valore localistico, per l'impegno a favore della bellezza e della qualità come prima risorsa da tutelare. Non a caso tra le cose più a lette a destra in questo momento c'è 'Pensiero meridiano' di Franco Cassano". Un patrimonio annacquato. Valutazioni che Massimo De Maio, forte della lunga frequentazione con la destra "sociale" conferma solo a metà. "Una parte dei valori dell'ambientalismo moderno, come la lotta alla globalizzazione, la difesa delle identità locali e delle tradizioni, la critica del materialismo, fanno parte del patrimonio della destra 'storica', ma la destra attuale è solo un contenitore elettorale privo di ideali". Se la critica alla destra è spietata, non è certo a sinistra però che De Maio ha voglia di guardare. Per tutta la campagna elettorale Veltroni ha ripetuto come un disco rotto che "l'Italia deve crescere", parole che devono aver avuto l'effetto dell'orticaria su un entusiasta sostenitore del "Movimento per la decrescita felice" che "festeggia quando il Pil scende", come il presidente di Fare Verde. Timidezza punita. Destra come sinistra, sinistra come destra e nessuno davvero ambientalista? La situazione paradossalmente è ancora più confusa e ancora una volta le contraddizioni si attorcigliano alle contraddizioni. Nella passata legislatura il verde Paolo Cento da sottosegretario all'Economia ha contribuito all'approvazione del disegno di legge per l'introduzione dell'indice di sostenibilità ambientale, una prima piccola picconata alla dittatura del Pil e della crescita ad ogni costo, ma la sinistra ha pensato bene di tenere l'iniziativa semiclandestina. Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti. "E' fuori di dubbio - osserva ancora Della Seta - che il comico genovese abbia fatto breccia soprattutto a sinistra, ma se tutti sottolineano il contenuto antipolitico e anticasta della sua campagna, nessuno ha fatto notare che l'altra metà del suo programma è di carattere ambientalista". Il problema della rappresentanza. L'ambientalismo insomma non è morto, fatica solo a trovare un'espressione politica all'altezza delle questioni che pone, ma anche degli orizzonti di cambiamento che dischiude. E qui le analisi di De Maio e Della Seta tornano a coincidere, ritrovandosi anche con quella di Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Anche se le elezioni sembrerebbero dire il contrario, i temi ambientali sono molto sentiti tra i cittadini. Il problema non è dell'ambientalismo ma della politica. Quella italiana su questi temi è più statica persino del Vaticano, c'è un problema enorme di rinnovo generazionale del ceto politico all'interno di un Paese che è in generale fortemente restio ad assorbire e generare innovazione". La questione della modernità. Onufrio è convinto quindi che la nuova scacchiera politica disegnata dal voto di aprile non cambierà le cose e comunque non dispera, visto che "i successi più grandi noi li abbiamo ottenuti proprio quando al governo c'era la destra". "Siamo di fronte a un problema tecnico - aggiunge - con una maggioranza meno propensa ad ascoltare le nostre ragioni, ma le tematiche ambientali restano fortissime nella società e i problemi sono destinati ad aggravarsi, per questo il nostro compito è dialogare per spiegare cosa è davvero moderno, mica penseranno davvero che nucleare e autostrade sono la modernità?". (15 maggio 2008)

Lino Pironato

ACQUA: RICERCA, A VERONA E' BUONA E POCO COSTOSA


- VERONA - L'acqua veronese non solo e' buona, ma e' anche tra le meno costose. L'indicazione emerge dall'analisi effettuata dalla societa' Aato veronese sul costo della bolletta dell'acqua, che propone un confronto con le citta' venete e con altri capoluoghi italiani di analoghe dimensioni. Il costo medio nel veronese risulta di 170 euro all'anno, pari ad un prezzo unitario si 0,97 euro per metro cubo. A livello regionale e' dietro solo a Venezia (103,29 euro annui per 0,59euro/m3). Treviso registra 172,19 euro all'anno, Belluno 188,79, Vicenza 210,10, Padova 224,62 e Rovigo che con 292,80 euro di spesa media all'anno, risulta la citta' piu' cara. L'analisi si e' rivolta anche a citta' italiane di dimensioni simili a Verona, come Ancona, Firenze, Pisa, Empoli, o piu0' grandi come Roma e Torino, prese come riferimento della 'gestione privatizzata'. Solo la capitale risulta avere un costo annuo medio inferiore (153,31 euro). (ANSA)

PETROLIO: CIBI STRANIERI INQUINANO, BENE MADE IN ITALY/ANSA


Vino australiano, prugne cilene, carne argentina. Tra i cibi 'stranieri' che arrivano sulle tavole degli italiani, sono loro i primi tre classificati nella top ten per i consumi di petrolio ed emissioni di anidride carbonica. Basti pensare alle distanze che 1 kg di queste delizie enogastronomiche percorrono in aereo prima di toccare l'Italia: oltre 10mila km, con relativi 20 kg di emissioni di anidride carbonica. Da segnare nella lista 'nera' anche il mango dal Peru', l'anguria da Panama, la carne dal Brasile, l'aglio dalla Cina, l'uva da tavola dal Sud Africa, i meloni da Guadalupe e il riso dagli Usa. A stilare la chart dei cibi 'spreconi' di energia e' Coldiretti, in occasione dal Forum internazionale sull'energia di Venezia, realizzato con la collaborazione dello studio Ambrosetti. Secondo Coldiretti, per aiutare l'ambiente e consumare meno petrolio, la scelta del consumatore che vuole fare la spesa in modo piu' sostenibile dovrebbe cadere su alternative offerte dal menu nazionale. Se la produzione di vino made in Italy e' destinata per quasi il 60% ai 469 vini nazionali Doc, Docg e Igt, l'Italia ha anche il primato europeo nella quantita', varieta' e sanita' dell'ortofrutta, mentre per la carne c'e' quella proveniente dalle prestigiose razze storiche italiane come la Chianina, dalla quale si ottiene la fiorentina. Gia' una sola famiglia che decida di consumare prodotti locali, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe fare la differenza, arrivando a tagliare fino ad una tonnellata di emissioni di anidride carbonica l'anno. Per alcuni dei prodotti stranieri nella lista 'nera' poi si pongono anche perplessita' di carattere sanitario. Coldiretti cita il caso della carne proveniente dal Brasile, per la quale la commissione europea e' intervenuta per limitare le importazioni, perche' non soddisfa i requisiti sanitari dell'Unione. E sull'aglio cinese, spiega l'organizzazione degli agricoltori, pesano dubbi provocati dalle emergenze sanitarie che si sono verificate per gli alimenti provenienti da quel Paese. Per tutti gli altri, invece, secondo Coldiretti ''non ci sono motivazioni che ne giustificano la scelta, anche considerando il fatto che acquistare quelli italiani durante la stagione produttiva garantisce maggiore risparmio e freschezza''. In generale, riferisce Coldiretti, si stima che un pasto medio a livello globale percorra oltre 1.900 km via camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola. E spesso ci vuole piu' energia per portare il pasto al consumatore, di quanta non ne fornisca poi il pasto stesso in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra. All'estero, spiega l'organizzazione degli agricoltori, la sensibilita' di alcune catene della grande distribuzione commerciale europee ha gia' portato in alcuni casi alla scelta di dedicare ampi spazi sugli scaffali a prodotti locali del territorio o a segnalare i prodotti provenienti da Paesi lontani con relativi costi ambientali, in genere attraverso un'etichetta che misura la CO2 prodotta. In Italia la Coldiretti ha avviato una mobilitazione per aiutare i consumatori: dall'introduzione dell'obbligo di indicare la provenienza di cibi in vendita, alla disponibilita' di spazi nella distribuzione commerciale dove poter acquistare alimenti locali, fino all'inaugurazione del primo circuito a km zero, che include dalla gelateria alla ristobottega di Verona, dall'osteria di Padova allo snack bar di Treviso, dai vari ristoranti del veneziano fino ai locali del parco delle Dolomiti nel Bellunese. (ANSA)

Cosa puoi fare per partecipare attivamente? Tanti nostri piccoli gesti quotidiani possono, tutti insieme, aiutare il mondo a guarire dalla febbre.

Questi eco-consigli sono stati estrapolati dalle indicazioni del decalogo di Al Gore, dalle indicazioni del World Watch Institute e incidono sulle emissioni di CO2 nei principali settori dei paesi occidentali, ovvero produzione industriale, consumi di energia, di risorse, trasporti.
1. Cerca il bollino verde. Scegli prodotti con una certificazione “eco”. Sceglili di qualità, durevoli, belli e funzionali: quelli fuori moda o scomodi da usare tendono a essere buttati prima.
2. Cambia la luce. Sostituisci una lampadina normale con un’altra a basso consumo per risparmiare 70 kg di CO2 l’anno e tanti soldi in bolletta (almeno 60 euro l’anno se le si cambia in tutta la casa). Le vecchie lampadine al tungsteno dovrebbero in realtà chiamarsi “stufette”: il 95% dell’elettricità la sprecano in calore inutile.
3. Smettila di starnutire sugli alberi. Meno "usa e getta": per detergere, pulirsi, farsi la barba, scrivere… c’è sempre un’alternativa migliore della carta vergine.
4. Più riciclo. La carta riciclata riduce del 20% la CO2 e salva gli alberi. La plastica diventa mille cose diverse. Riciclare il vetro fa risparmiare il 30% di CO2 e il 120% di materie prime. Riciclare le lattine di alluminio l’85%, e con 37 lattine si fa una caffettiera nuova.
5. Risparmia con “classe”. Un frigo di classe “A” va per 43 ore con la stessa energia consumata da uno di classe “C” in 16. Usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico: il tasto “1/2” inganna, dà risparmi solo del 20%. E un bucato a 90°C consuma sette volte tanto che a 30°!
6. Niente luci rosse. Stereo, tv e dvd in “stand-by” succhiano da 70 a 150 euro all'anno d’elettricità, non per il led ma perché stanno accesi per “sentire” il telecomando. No, spegni tutto con il pulsante.
7. Riscalda meglio. Non coprire i caloriferi con niente. Abbassa il termostato, ogni grado in meno fa risparmiare l’8% annuo. Se la caldaia ha più di vent’anni, sostituiscila.
8. Climatizzatore. Usalo moderatamente, non installarlo su una parete assolata, e quand’è acceso le finestre vanno chiuse.
9. Ai fornelli. Pentole dello stesso diametro della corona dei fornelli, altrimenti si spreca fino a un terzo di calore. E col coperchio! Senza si consuma il quadruplo di gas.
10. Meno carne. 1 kg di carne consuma 100 volte le risorse di 1 kg di cereali. 1 kg di patate assorbe 500 litri d'acqua, 1 kg di grano 900... 1 kg di carne da 25.000 a 100.000! E ogni hamburger fa fuori mezzo metro quadrato di foresta. Insomma, più verdure, solo di stagione, più cibi locali e meno trasporti internazionali.
11. Meglio da agricoltura biologica. Oltre a inquinare meno, consumare meno energia ed emettere la metà dei gas delle altre, le fattorie bio hanno anche un ruolo "attivo" nel ridurre i gas serra. Ogni ettaro bio assorbe 1,5 kg di tonnellate di CO2 all'anno: per l’attuale superficie italiana fanno 1.650 mila tonnellate di CO2 all’anno!
12. Acqua di rubinetto. Ha tanti eco-vantaggi, costa poco, è controllatissima. Raccoglila in una brocca al mattino per la sera, così il cloro evapora ed è pure buona!
13. In macchina meno e meglio. Il 46% delle emissioni di CO2 dei trasporti viene da auto private. L’auto ben tagliandata può consumare il 5% in meno. Con le gomme gonfie, il 2%. Non partire subito: a freddo “beve” il 50% in più.
14. Se si può, in treno. Da Milano a Roma un passeggero in aereo genera 80 kg di CO2; in auto da solo, 70 kg; in treno tre volte meno: 23 kg!
15. Usa solo pile ricaricabili. Durano da 500 a 1000 cicli. Quelle usa e getta sono bombe chimiche irrecuperabili, per produrle si consuma 200 volte l’energia che contengono, l’80% finisce nella spazzatura normale contaminandola, e comunque non sono riciclabili in alcun modo.
16. Al computer. Attiva la funzione “risparmio energia”. In pausa pranzo spegnilo bene, anche il monitor; e lo schermo Lcd consuma la metà.
17. Energia pulita. Accendi il contratto con un fornitore di energia rinnovabile.
18. Pianta un albero. Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.
19. In libreria. “50 cose da fare per salvare il mondo e risparmiare denaro” di Andreas Schlumberger (Apogeo, a Impatto Zero) e “Salvare il mondo senza essere Superman”, di Roberto Rizzo (Einaudi).
20. Informati online. Leggere una notizia su Internet fa risparmiare il 97% d’energia rispetto a un quotidiano. Un’occhiata al sito di Al Gore (http://www.climatecrisis.net/), poi http://www.climatechange.eu.com/ (nuova campagna UE, "You control climate change". Pare facile: "Abbassa. Spegni. Ricicla. Cammina") e…
21. http://www.impattozero.it/. C’è il calcolatore della tua CO2 personale. Sai quanta ne emette ogni italiano in media, al giorno? 21 kg.
22. Sii consapevole. Ogni gesto ha un suo peso. Attenzione, rispetto e “impronta leggera” siano le parole d'ordine.
Stefano Carnazzi

Earth Day - Giorno della terra - il 22 aprile in tutto il mondo


Oggi 22 aprile, viene celebrata per la 35esima volta in tutto il mondo la Giornata della Terra, quest'anno la più grande manifestazione si svolge nell'Ucraina.
Anche se gli Usa non hanno firmato il Protocollo di Kyoto, ci sono delle associazioni, dei scienziati e dei personaggi americani molto attivi nella salvaguardia dell'ambiente. Una di queste realtà ambientaliste è Earth Day Network, una comunità nata 35 anni fa con Gaylord Nelson, un senatore del Wisconsin. Aveva mobilitato allora 20 milioni di americani per una gigantesca dimostrazione in favore dell'ambiente. Era il periodo in cui tutto era in movimento e nascevano molte istituzioni ancora oggi attive: la scienziata Rachel Carson aveva scosso il mondo da poco con il suo "La primavera silenziosa", dove dipinge gli effetti che i pesticidi e tutto l'arsenale chimico in grande sviluppo hanno sulla natura e sull'equilibrio della terra. Cominciano le attività di Greenpeace, con David Mc Taggart che nel 1972 fa la sua prima battaglia ambientalista. In Europa nei primi anni '70 viene fondato il Club of Rome, seguito dalla nascità del World Watch Institute di Lester Brown.
Anche quel giorno della dimostrazione ambientalista di 35 anni fa ha avuto un seguito ed è diventato l'Earth Day, un appuntamento annuale per gli ambientalisti di tutto il mondo. Quest'anno 12.000 organizzazioni sono al lavoro in 174 Paesi per festeggiare la giornata con eventi e manifestazioni sui temi della tutela dell'ambiente. Il movimento dell' Earth Day network è attivo nel fare pressione sui governi per realizzare delle politiche che favoriscono lo sviluppo sostenibile.
Il fondatore Gaylord Nelson fa un appello per l'Earth Day 2005, citiamo un piccolo estratto: "L'ambiente è diventato in questi anni un argomento con maggiore peso politico. Il pubblico è preparato a sopportare le misure necessarie per una società sostenibile, se il Presidente e il Congresso hanno l'intento di portarci verso quella meta. Sfortunatamente in questo momento le loro priorità sono altre...Abbiamo molti problemi ambientali seri da affrontare, ma due faccende attuali rendono l'indifferenza di questa leadership drammatica - l'energia e il controllo della crescità della popolazione mondiale..."

Gli uccelli migratori volano verso l'estinzione


Gli uccelli migratori, che ogni primavera dallAfrica ri­salgono verso l'Europa per nidificare, non tornano più. Il declino è così netto e diffuso che gli ornitologi pensano a un nuovo allarmante proble­ma ambientale: il rischio è che l'intero sistema migrato­rio stia entrando in crisi. Si calcola che ogni anno circa 5 miliardi di uccelli migratori lascino l'Africa per risalire verso l'Europa, prima di ri­tornare verso sud in autunno. Molti di questi sono i minu­scoli uccelli canterini e il loro viaggio di migliaia di chilo­metri, sorvolando zone im­pervie come il deserto del Sahara, è uno dei più straor­dinari fenomeni naturali del mondo. Ma ora il flusso degli uccelli migratori sta entran­do in crisi; e poichè gli uccelli si riproducono sempre meno, pian piano - avvertono gli scienziati - spariranno del tutto. I numeri di questo nuo­vo allarme ambientale sono stati per la prima volta messi insieme da un gruppo di esperti della Royal Societyfor the Protection of Birds.

L'altra faccia del Vinitaly



Con la fiera aumentano smog e traffico


Accanto alle degustazioni e alle trattative commerciali degli operatori, la 42esima edizione della fiera, che ha aperto i battenti ieri matti­na e durerà fino a lunedì prossimo, riporta di attua­lità l'emergenza in città del­le Pm10, le polveri sottili.
Già nella tarda mattina­ta di ieri le centraline del­l'Arpav hanno segnalato l'aumento dei valori. E le prospettive per i prossimi giorni non sono buone. Il piano della via­bilità non ha retto : ingor­ghi e colonne nelle ore di punta e in uscita. Per Legambiente il Comune «non ha favorito a suffi­cienza l'uso di treni e autous». Italia Nostra ha rin­carato la dose e ha parlato «di trasporto pubblico cit­tadino a livelli da Terzo mondo"

Si spacca l'Antartide 15 anni in anticipo


ANTARTIDE. Un iceberg di dimensioni gigantesche, 41 chilometri di lunghezza e 2,5 di larghezza (il doppio dell'isola d'Elba, sette volte Manhattan) si è staccato dal­la banchisa Wilkins Ice Shelf, nella parte sud-occi­dentale dell Antartide.
E il distacco sta mettendo a rischio di crollo l'intera distesa di ghiaccio. È questo l'allarme lanciato ieri dai ricercatori statunitensi del National Snow and Ice data center di Boulder, in Colo­rado, e da quelli britannici del British Antartic Survey.
«Il surriscaldamento del­l'area è evidentemente col­legato all'aumento dei gas serra», ha spiegato Ted Scam­bos, che guida il gruppo di ricerca. Le immagini satelli­tari hanno mostrato che l'enorme iceberg ha comin­ciato a muoversi alla fine di febbraio, facendo prevede­re che i cambiamenti cli­matici e il riscaldamento glo­bale possano disintegrare in tempi più rapidi del previ­sto l'intera area della Wil­kins Ice Shelf, che misura una superficie di quasi 13 mila chilometri quadrati. Solo una sottile striscia di ghiaccio sta infatti tenendo ora la banchisa collegata alla penisola antartica.
«Sapremo nei prossimi giorni o settimane quale sarà il suo destino», ha dichiara­to David Vaughan, il profes­sore britannico del Bas che nel 1993 aveva previsto che la Wilkins Ice Shelf sarebbe potuta collassare nel giro di 30 anni, se non si fosse trovato un rimedio al riscal­damento globale. «Non mi aspettavo che le cose sareb­bero andate così veloce­mente - ha ammesso - Ave­vo previsto che sarebbe suc­cesso, ma sta accadendo al doppio della velocità immaginata.

Wwf lago inquinato, pesci in pericolo


GARDA - Scompaiono i pesci d'acqua dolce italia­ni, considerati veri termometri della qualità am­bientale. Tra nomi noti e altri tipici di alcune loca­lità, sono in particolare dieci le specie più in perico­lo, tra cui il carpione del Garda, una specie di trota. Que­sto l'allarme lancia­to dal nuovo dossier del Wwl 2008. Volendo dare un quadro in detta­gliato della top-ten dei pesci più a ri­schio stilata dal Wwf si comincia dall'anguilla, poi c'è il ghiozzo di ruscello, un ani­male che vive solo in pochi fiumi dell'Italia centra­le e in acque limpide e ben ossigenate. E poi c'è il carpione del Garda che sopravvive solo in acque pu­litissime, ed è ad alto rischio sia per la pesca ecces­siva sia per l'inquinamento delle acque del lago.

Verona ferroviaria ritorni ad essere la locomotiva dello sviluppo




Mai come in questo momento Verona ha bisogno delle Ferrovie; e mai come in questo periodo la più grande azienda italiana è lontana da Verona.
La medicina per la “cura del ferro”, richiesta a più riprese in questi anni dai Verdi per curare la città scaligera dalla sua grande malattia che è l’inquinamento atmosferico e l’aumento del traffico di auto, non compare ancora sugli scaffali ormai polverosi degli uffici ferroviari.
Tanti annunci, dall’indispensabile quadruplicamento dei binari da Venezia a Milano, al collegamento su rotaie con l’aeroporto, alla riqualificazione delle linee in provincia, al nuovo scalo merci per liberare il quartiere di S.Lucia. Nulla di tutto questo finora è accaduto; anche per un evidente distacco della Regione Veneto, che non ha nemmeno inserito Verona nel piano regionale della rete ferroviaria metropolitana, a favore invece dell’area veneziana.
E se si eccettua la recente proposta dei Verdi e di Legambiente per la ferrovia metropolitana da Legnago a Verona, peraltro sostenuta anche dal presidente della Provincia Elio Mosele, lo scenario sarebbe dipinto come una tabula rasa.
L’impegno dei Verdi è per bloccare questo inaccettabile declino, perché toglierebbe Verona dalle dinamiche di una città che si propone volano per la nuova economia con il progetto di Verona Sud e che l’ha vista protagonista con il Consorzio ZAI e con l’intuizione del Quadrante Europa.
Eppure le condizioni per il rilancio ci sono: Verona quale hub, porta verso l’Europa, che vede l’attestarsi di tutti i convogli provenienti e destinati oltre le Alpi; il rafforzamento ineludibile del traffico delle merci nel cabotaggio marittimo del Mediterraneo e del territorio nazionale; incremento

del traffico passeggeri est-ovest, ma anche verso le nazioni oltralpi e della mitteleuropa.
E non ultima, la necessità inderogabile di dar risposte al traffico dell’area metropolitana veronese, in connessione con la tramvia e con tutto il nuovo modello di trasporto collettivo urbano ed extraurbano, che dovrà adottare soluzioni non inquinanti, riducendo l’impatto dell’auto privata.
I Verdi sono pronti per invertire questo declino e la parlamentare Anna Donati, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, è a fianco di questo impegno, mentre la stessa Federazione veronese è disponibile per perseguire questi obiettivi.

Il traguardo immediato è far salire sullo stesso treno la politica e i ferrovieri, gli amministratori e i responsabili delle Ferrovie, il mercato e le esigenze sociali, in modo che ciascuno si assuma le sue responsabilità e che Verona ritorni ad essere una delle dodici locomotive dello sviluppo italiano.

Federazione dei Verdi di Verona (3357646066)

In APNEA: ancora smog e polveri sottili. Automobili in colonna a causa del cambio del piano viabilistico in zonaSan Giorgio.


Verona è fuorilegge. Però, in questo caso, non basta che arrivi lo sceriffo e arresti il bandito, come vuole ogni trama western che si rispetti. Il ricercato in que­stione è invisibile, disperso nell'aria, in balia dei venti. Si chiama Pm10.
Dopo soli 2 mesi di 2008 la città scaligera ha superato il tetto sforamenti consentiti in 1 anno fissato dall'Ue. Tradotto, da oggi ha varcato l'immaginaria linea di confi­ne dei 35 giorni ed è finita nel territorio dei fuorilegge.
I numeri
Ma da qui non si scappa, l'a­ria a Verona è sporca. Nessun amministratore però sembra voglia fare qualcosa. E i dati dell’ ulss parlano chiaro: 90 decessi su 4000 negli ultimi 12 mesi sono attribuibili all'inquina­mento. Intanto le tabelle dif­fuse dall'Arpav sono allar­manti: negli ultimi giorni le polveri sottili si attestano tra i 138 e i 200 microgrammi per metro cubo. Sicuramente 100 volte sopra i limiti consentiti.
L'intervento
Michele Bertucco, presidente veneto di legambiente, sta valutando di presentare un esposto nei vari capoluoghi veneti. Ma cosa serve? In pri­mis un Ecopass, e poi il solito miraggio degli interventi strutturali. Tradotto in italia­no servirebbe rivedere com­pletamente il piano di entrata di auto in città, incentivare l'uso dei mezzi e delle bici­clette. Ma come sappiamo la pigrizia e l'insensibilità verso questi temi è diffusa. L'assessore Sboarina com­menta: "Abbiamo solo il blocco delle no kat. Altre iniziati­ve sono inefficaci e creano solo disagi. Sarà il piano strut­turale che, abbiamo com­missionato all'università di Trento a dirci come agire". Nel frattempo aspettiamo e ci intossichiamo.
I cantieri
Intanto la situazione viabilisti­ca è disturbata dalla presenza delle sperimentazioni per i futuri cantieri. Lunedì la città è stata in tilt per alcune ore in zona San Giorgio, ieri la situa­zione sembrerebbe migliora­ta. Infine il cantiere in lunga­dige Capuleti è stato bloccato per il ritrovamento di mura di età viscontea.

Ambientalisti attaccano il PAT

Le associazioni ambientaliste hanno depositato un ricorso al Tar contro le varianti al Pat, il Piano di assetto del territorio del Comune di Verona. Secondo i firmatari del ricorso, tra cui Legambiente e WWf, Palazzo Barbieri avrebbe apportato numerose e significative modifiche giudicate sbagliate che produrrebbero numerosi danni all'ecosistema scaligero, e pertanto il progetto sarebbe dovuto tornare prima all'esame dei cittadini e delle associazioni produttive. Gli ambientalisti sostengono inoltre che i mutamenti sarebbero tanto sostanziali da configurare una realtàla presentazione di un Pat ex novo; la procedura attuata dalla giunta comunale sarebbe dunque una scorciatoia per evitare l'iter di approvazione, e come tale risulta anche contraria alla legge.

REIKI - primo livello


Care amiche, siamo liete di comunicarvi che ci stiamo preparando per una serata di presentazione REIKI, alla quale seguiranno giornate di seminari, per chi è a digiuno in materia, si tratta di un metodo di autoguarigione che può essere praticato da tutti per la sua semplicità. In occasione della serata sarà fatta una dimostrazione pratica. Attendiamo prenotazioni e richiesta informazioni all' e_mail dedicata reiki.rosablu@yahoo.it .

Le prospettive dei diritti in italia: tra modernità e controriforma. Venerdì 29 febbraio 2008 ore 21 sala circoscrizione 5


Verona: ci troveremo in emergenza rifiuti


L'assessore Luca Coletto illustra il piano della provincia per quanto riguarda le immondizie "Puntare tutto sulla differenziata e riprogettare Ca' del Bue" .
Ma il consigliere D'Arienzo replica "Documento già morto ci troveremo in allarme".
" È un piano che nasce già mor­to ancora prima di iniziare». Esordisce con queste parole Vin­cenzo D'Arienzo, consigliere pro­vinciale del Partito Democratico a proposito del piano provinciale dei rifiuti. «Il documento sui rifiuti non è ancora operativo visto che deve essere adottato dopo la delibera regionale ma già si vede come non puo' rispondere ai problemi di Vero­na che non è certo in una situazio­ne felice. Il nostro territorio è stato interessato negli ultimi anni da fatti gravi e traffici illeciti su cui tropi anno taciuto e questo piano rifiuti non risponde certo alla situazione: ad esempio la Provincia prevede entro il 2012 di arrivare al 65 per cento di raccolta differenziata, ma non dice come, non parla di piani attuativi, non c è nessun progetto su come ottenere questo risultato. E se comunque si raggiungesse questa percentuale guardiamo co­sa succederebbe con l'impianto di Cà del Bue - continua D'Arienzo - ci saranno 400 tonnellate di rifiuti da termovalorizzare, l'inceneritore dopo i 90 milioni di euro necessari per sistemarlo ne potrà bruciare circa 500 o 600 tonnellate, dove andremo a prendere gli altri rifiuti? Forse bisognerebbe ragionare me­glio su questa spesa, perché così facendo la Provincia va contro gli interessi di Cà del Bue e del Comu­ne che ne è proprietario. Se questo è lo scenario futuro, attualmente Verona non sta certo bene: con Cà del Bue praticamente fermo, la di­scarica di Pescantina chiusa e con quella di Torretta a Legnago che non è certo sufficiente, la nostra provincia è costretta a smaltire i ri­uti restanti in sei città diverse di tutta Italia».

Lo smog uccide: entro l'anno 2020 sarà la terza causa di morte a Verona


«Entro l'anno 2020 la terza causa di morte a Verona e in tutto il Vene­to sarà la Bpco, la broncopneumopatia cro­nica ostruttiva, una malattia che si aggrava proprio a causa dello smog». Lo ha spiega­to ieri mattina alla Gran Guardia duran­te un congresso il professor Roberto Dal Negro, direttore della divisione di pneumologia del­L Ulss 22 di Bussolen­go. La Bpco, insom­ma, è destinata al macabro podio delle cause di mortalità, preceduta solo da tu­mori e malattie car­diovascolari. Non è però finita qui. «Ad oggi il costo della gestione della Bpco - ha spiegato Dal Negro - è di circa sei miliardi di euro». Quasi mezza finanziaria. E a peggiorare la situa­zione ci si mettono anche le Pm 10. Nell'ul­tima settimana, intanto, i livelli soglia d'al­larme in città sono stati superati abbondan­temente. Polveri che vanno ad aggravare le patologie legate all'asma bronchiale. Ma di fronte all'allarme lanciato da medici e specialisti, l'assessore comunale al­l'Ambiente, Federico Sboarina, minimiz­za: «Siamo di fronte ad una situazione seria, già nota, ma non allarmante», dice. E aggiunge che i giorni sforati sono in calo. Sarà proprio così? I dati dell'Arpav dello scorso anno hanno se­gnato oltre 150 gior­ni di sforamento del­le polveri, con un li­mite massimo di 35 giorni stabilito dalle norme europee e del­l'organizzazione mon­diale della sanità. Li­mite quasi "consuma­to" nel solo mese di gennaio. Insomma, l'aria di Verona, come del resto del Veneto, è e resta avvelenata. E qualche giorno in meno di Pm10, secon­do i dottori, non basterà a salvare le vite di chi oggi continua a morire di smog.

Come Verona vuole risolvere il problema Rifiuti: rilanciare Ca' del Bue




Il Piano dei rifiuti provinciale della giunta Tosi è stato presentato il 14 gennaio al consiglio comunale. Tra le priorità purtroppo figura il "rilancio" di Cà del Bue. Per sanare, (forse) l'impatto ambientale hanno messo inoltre l'obiettivo di raggiungere il 65% della raccolta differenziata entro il 2012, nonchè la scelta di tre aree fra città e provincia per la raccolta e lo smaltimento, una di queste potrebbe essere la discarica di Pescantina.
Ultima notizia del 16 gennaio 2008:
Piano rifiuti: esordio in salita
Giancarlo Conta, assessore veneto all'Ecologia, non approverà il raddoppio della capacità del termovalorizzatore di Cà del Bue.
Non servirà poichè entro il 2012 Verona dovrà raggiungere il 65% della raccolta differenziata. Bacchetta inoltre il Comune per la raccolta differenziata troppo bassa, ferma al 35%.
L'ultima parola alla Regione.

L'ITALIA CHE VA A SCATAFASCIO. . . di chi è la colpa??

Solo il 5% degli italiani effettuano la raccolta differenziata. Il mio paesino e tutta la provincia di Verona, da 5 anni a questa parte ha abituato i cittadini a riciclare. Ogni giorno getto tantissima carta, plastica, latta, ecc... Facendo la raccolta differenziata questi materiali possono essere riutilizzati senza inquinare l'ambiente. Per tutti i paesi che invece non vivono secondo queste piccole ma importanti regole, là, tutti i materiali riciclabili concorrono a diventare immondizia, inquinando la terra, aumentando la sporcizia e il rischio di malattie e sommergendo città come Napoli.
Ma di chi è la colpa? Ci vuole un colpevole!
E’ Pecoraro Scanio.! E’ lui il colpevole.
Non è Bassolino, non è la Jervolino, non i presidenti del Consiglio degli ultimi quindici anni, non la Camorra, non le imprese del Nord (che hanno smaltito i rifiuti tossici in Campania per risparmiare), non è chi ha preso i miliardi di euro dalla Comunità Europea per opere mai realizzate, non sono i partiti, non la giunta regionale e provinciale, non i sindaci vicini alla criminalità organizzata, non chi non ha permesso la raccolta differenziata.
Nessuna, nessuna stramaledetta istituzione è responsabile di una Regione rovinata, con scorie radioattive sotto i campi coltivati e un incremento di malati di tumori spaventoso, superiore alle altre regioni. E mentre tutto questo accade i nostri politici disquisiscono ogni giorno sulle elezioni elettorali basate su modello tedesco!!! Sono da mesi che non parlano d'altro!!!Ma stiamo scherzando?!? Solo in questi giorni, che la situazione ha iniziato a scaldarsi, allora Prodi si é svegliato un attimino, giusto il tempo di dire "In 24 ore risolveremo la situazione".
Ok, le 24 ore sono passate e tutto é come prima, se non peggio. Questo attuale Governo purtroppo é invaso dall'INCERTEZZA COSTANTE . Persino l'immondizia potrebbe sostenerci nei costi. Riutilizzando alcuni materiali infatti é possibile produrre energia!!! Perché allora non dare dei finanziamenti alla ricerca di energia alternativa? Ma é ovvio...ENERGIA ALTERNATIVA significa RENDERSI AUTONOMI E INDIPENDENTI …. E allora che accadrà?Ci vorrà pure un colpevole! Ho capito!
La colpa è dei Verdi, di chi vuole acqua pulita, aria pulita, carne, uova e mozzarella senza diossina. La colpa è di chi vuole un parco, un albero, una spiaggia senza liquami, depuratori funzionanti. La colpa è di chi vuole la raccolta differenziata, rifiuti zero. La colpa è di chi pensa che i campani siano una popolazione civile come le altre che può ottenere gli stessi risultati per l’ambiente dei danesi o dei californiani. La colpa è di chi dice la verità sugli inceneritori .

Le Ditte e le Fabbriche chiudono ogni giorno lasciando a casa migliaia di dipendenti con famiglia.
Quelli che lavorano invece non riescono a tirare a fine mese in quanto gli stipendi sono rimasti fermi al 2000. I 2 milioni di lire sono diventati 1000 euro, ma tutto intorno a noi si é raddoppiato. Per non parlare dei beni di prima necessità e della benzina!Io non so che succederà, sebbene, leggendo su internet possiamo scoprire che l'Italia sta di giorno in giorno perdendo colpi. Di chi è la colpa allora? Non certo della politica verde e del suo ministro.
Una cosa é certa: gli italiani sono molto più intelligenti di quello che alcuni politici pensano e si stanno stancando di questa situazione opprimente!
Un lettore del BLOG dei Verdi di Verona

Pronto l'aumento del Veronapark


Alzare il costo del veronapark per disincentivare l’uso dell’auto in città e contemporaneamente individuare una serie di parcheggi esterni alla cinta muraria serviti da bus navetta. E’ l’ipotesi su cui intende lavorare il comune di Verona in tema di lotta allo smog. Lo ha annunciato ieri sera a Radio Verona nel programma l’appuntamento, l’assessore alla mobilità e al traffico, Enrico Corsi. Ma per il presidente di Legambiente Michele Bertucco, l’unica soluzione efficace rimane quella dell’Ecopass adottato a Milano e Londra, con il quale finanziare un serio sistema di trasporto pubblico, competitivo alle auto. Intanto, i soldi delle multe elevate nel 2007, 8 milioni e 881 mila euro, andranno a finanziare la manutenzione di strade, piazze e semafori. Lo stabilisce una delibera di giunta.